Negli anni a seguire la tradizione è continuata, sempre animata e incitata da Don Ezio, con altri giovani della parrocchia e dell’Azione Cattolica, catechisti e volontari. Veniva sempre allestito in chiesa, sotto o sopra gli altari.

Poi c’è stata una svolta intorno agli anni ’90. Un gruppo di uomini, incitati da Padre Giovanni Grimaldi, hanno pensato di dare una collocazione ben diversa e più ampia al Presepe, sfruttando lo spazio delle “grotte” sotto la chiesa. Da quel momento ha cominciato a prendere corpo il vero presepe artistico, curato in ogni particolare, dai paesaggi, agli oggetti, case, meccanismi (per rendere vivo e animare ogni movimento), giochi di specchi e non poteva mancare l’acqua; tutto realizzato dalla migliore delle maestrie. Ognuno seguiva le sue capacità: chi ha pensato all’idraulica, chi alla luce, chi i meccanismi, chi i paesaggi. Il pittore Marcello Ciampolini con la sua maestria si è adoperato a realizzare gli scenari raffigurando una volta la città di Gerusalemme, un’altra una delle cascate del fiume Giordano.

La cosa più bella è che questo gruppo di uomini ha passato il testimone negli ultimi anni ad alcuni giovani della, appassionati all’arte di rappresentare la Natività di nostro Signore. Con pazienza, facendo e disfacendo, hanno cercato di seguire le orme dei loro predecessori, chiedendone anche dei consigli, ognuno di loro seguendo i propri talenti e attitudini; è un piacere per loro anche andare a fare “borraccina” in alcuni punti della campagna, come dicono loro, “segreti”. E poi non parliamo delle cene che Padre Giovanni offre loro presso gli Scolopi, sono come le cavallette: divorano tutto quello che trovano.

La ciliegina sulla torta è un fraticello che si muove e raccoglie le offerte che i generosi vogliono lasciare.

 

A Petroio la tradizione è cominciata, invece, molto più recentemente, circa 15 anni fa, da Alessandro Fanti insieme al padre Dante, uomini di tanta pazienza e capacità manuale ed organizzativa, unite tutte da una grande passione e amore per la loro Madonnina di Petroio. Ed è proprio con queste doti che hanno avviato l’allestimento dello spettacolare presepio all’aperto di Petroio, lavorando con cura sopra un ciglione ai piedi della sua chiesina, quasi modellandolo come creta fino a farlo diventare, anno dopo anno, pietra dopo pietra, il paesaggio di Betlemme intorno alla Natività. Le difficoltà non sono mancate, gli ostacoli neppure, ma niente ha fermato Alessandro e il parroco Padre Giovanni Grimaldi, nell’affrontare questi ostacoli e superare le difficoltà.


I nostri artisti non hanno paura del freddo, del vento e dell’acqua, perché i lavori sono tutti all’aperto e durante i periodi più freddi: prima non si può cominciare dato che ci sono per tutti la vendemmia e le olive e poi ……. Via!!! Si comincia!!!

La caratteristica di questo presepio è proprio quella di essere completamente all’aperto e tutto meccanizzato: quindi uno dei problemi da risolvere è sempre stato quello di rendere i meccanismi sicuri dalle intemperie e dall’acqua. L’acqua non manca con tutte le sue cascate passando sotto ponti e attraverso i mulini fino a perdersi in due laghetti dove oramai da anni vivono una famiglia di pesci rossi incuriositi dalle barchette che si muovono e soprattutto da un pesciolino finto che un pescatore muove in acqua.

Pochissime sono le cose comprate già finite, quasi tutto è realizzato con la migliore delle maestrie artigianali e curato nei minimi particolari: le case di Betlemme, tipicamente dell’epoca, come pure quelle della campagna con la frangitura delle olive e addirittura col forno a legna che ci fa odorare il vero profumo del pane cotto. Noi mancano i tipici mestieri del falegname, maniscalco, fabbro, bottaio, vasaio, ecc…  e tutte le nostre massaie che lavano, cucinano e altro ancora.

Sono ancora molte le cose da scoprire venendo a visitare questo presepio.

E poi quanta gente, quanti visitatori ogni anno! Le scuole fanno il viottolo sulla salita che porta a Petroio e gli occhi dei bambini che spettacolo quando brillano di gioia ammirando Gesù Bambino che porge loro le manine!!!

Un’altra delle “chicche” che appassiona e incuriosisce i bambini (ma non solo!!) è il fraticello che, come al presepe artistico di  Sovigliana, si muove e raccoglie le offerte che i generosi vogliono lasciare (le quali, oltre che a coprire le spese, sostengono progetti di solidarietà del territorio e non).

E i nostri artisti sempre lì a vigilare che tutto funzioni al meglio e che nessuno faccia qualche gesto  maldestro.

 

Gruppi di bambini in fila ordinati, rispettosi e incuriositi e una processione di persone da ogni parte venerano e pregano il Bambino Gesù nei suoi ambienti caratteristici di Petroio e Sovigliana, frutto di passione, volontà, amore del luogo in cui si vive, ma anche di capacità tecnica, artistica e tenacia.

 


Dio vi benedica!!!

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